Vandetanib è un farmaco che blocca il recettore convolto nella moltiplicazione delle cellule tumorali (EGFR), il recettore RET tirosinchinasico coinvolti nella crescita del tumore (per questo è un inibitore tirosinchinasico o TKI) e il recettore 2 responsabile della crescita dei vasi sanguigni che portano sangue al tumore (VEGF).

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma midollare della tiroide in progressione, non asportabile chirurgicamente, localmente avanzato o metastatico.

Somministrazione di Vandetanib

Vandetanib si assume per bocca sotto forma di pastiglie.

La dose raccomandata è di 300 mg di Vandetanib una volta al giorno sempre alla stessa ora, indipendentemente dai pasti.

Se si dovesse saltare una dose questa, può essere recuperata a patto di assumerla entro 12 ore dall’orario prestabilito, altrimenti tale dose deve essere saltata e la dose successiva deve essere assunta all’orario di somministrazione abituale.

Il trattamento deve continuare fino a quando si osserva un beneficio clinico o fino a quando si verifica una tossicità inaccettabile.

Modifiche di dose

Come tutti i medicinali anche Vandetanib può portare eventuali effetti collaterali che potrebbero necessitare la sospensione del farmaco o a riduzione della dose. In particolare se tali effetti collaterali sono lievi o moderati solitamente non è necessaria alcuna variazione, a meno che non risultino intollerabili mentre quelli importanti richiedono la sospensione fino a miglioramento significativo della sintomatologia, a quel punto Vandetanib potrà essere ripreso ma alla dose ridotta.

Vandetanib effetti collaterali

In ogni caso qualsiasi disturbo va comunicato all’oncologo per una migliore gestione della malattia e della cura.

Effetti collaterali di Vandetanib

Effetti collaterali più frequenti

Gli effetti collaterali più frequenti, perché coinvolgono 1 persona su 10 sono:

  • Deficit dei sali minerali nel sangue. In particolare calcio (ipocalcemia) che andranno reintegrati in caso di necessità mediante terapia per bocca o flebo endovena a giudizio dell’oncologo;
  • Infezioni (vie urinarie, bronchiti, nasofaringiti). L’oncologo fornisce indicazioni su come gestire al meglio la situazione;
  • Insonnia. L’oncologo fornisce indicazioni su come gestire al meglio la situazione;
  • Depressione. L’oncologo fornisce indicazioni su come gestire al meglio la situazione;
  • Calo della vista. Regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Alterazioni rilevate all’elettrocardiogramma. Regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Dimagrimento (calo ponderale). Nel caso in cui dovesse inficiare la corretta e adeguata alimentazione e il mantenimento del peso, il nutrizionista o l’infermiere/a specializzato sapranno dare i consigli del caso;
  • Ipertensione. Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose;
  • Dolore (inclusi dolore alla bocca, all’addome, mal di testa, male alle ossa, dolore oncologico). Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose;
  • Diarrea. Dovuta all’alterazione della mucosa intestinale, solitamente si gestisce bene con i farmaci, la reidratazione, modifiche dietetiche e i fermenti lattici;
  • Stanchezza (astenia). Regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Nausea/Vomito. È necessario segnalare sempre all’oncologo l’insorgenza di questi effetti collaterali perché esistono farmaci antiemetici che sono molto efficaci e che vi aiutano a controllare i sintomi;
  • Secchezza-rossore-prurito alla pelle. Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con creme a base di urea ed evitando calzature strette e/o traumatismi, eventualmente beneficia di una riduzione di dose;
  • Perdita di proteine nelle urine (proteinuria). Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose.

Effetti collaterali meno comuni

Gli effetti collaterali meno comuni perché possono interessare meno di 1 persona su 10 sono:

  • Infezioni (polmonari, urinarie e laringee). L’oncologo saprà consigliare la terapia più indicata ed eventualmente coinvolgerà l’infettivologo;
  • Ansia;
  • Insonnia;
  • Ridotta attività della tiroide (ipotiroidismo). Verrà impostata adeguata terapia sostitutiva e in ogni caso regredisce con la sospensione del trattamento o la riduzione di dose;
  • Alti livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). L’oncologo saprà consigliare la terapia più indicata ed eventualmente coinvolgerà il diabetologo;
  • Ipertensione. Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose;
  • Deficit dei sali minerali nel sangue. In particolare, potassio (ipokaliemia), sodio (iposodiemia) e calcio (ipocalcemia) che andranno reintegrati in caso di necessità mediante terapia per bocca o flebo endovena a giudizio dell’oncologo;
  • Accidenti cerebrovascolari;
  • Fuoriuscita di sangue dal naso (epistassi) o dalla bocca (emottisi);
  • Infiammazione dell’intestino (colite);
  • Stitichezza (stipsi). Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci sintomatici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose;
  • Febbre. L’oncologo saprà consigliare la terapia più indicata ed eventualmente coinvolgerà l’infettivologo;
  • Compromissione del fegato (insufficienza epatica). Regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Perdita di capelli (alopecia). Regredisce alla sospensione del trattamento;
  • Compromissione dei reni (insufficienza renale). Regredisce alla sospensione del trattamento beneficia di una riduzione di dose;
  • Necessità di urinare frequentemente (pollachiuria);
  • Emissione di sangue con le urine (ematuria).

dr.ssa Aurora Mirabile Tumore della tiroide

Dr.ssa Aurora Mirabile
Oncologo Medico presso il Dipartimento di Oncologia Medica e Responsabile per la diagnosi e cura dei Tumori del distretto Testa e Collo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.