Selpercatinib è un inibitore selettivo del gene RET.

È indicato per la cura del tumore della tiroide avanzato RET fusione-positivo che richiede terapia dopo precedente trattamento con sorafenib e/o lenvatinib e del tumore midollare della tiroide (MTC) avanzato con mutazione di RET dopo precedente trattamento con cabozantinib e/o vandetanib.

È indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma midollare della tiroide in progressione, non asportabile chirurgicamente, localmente avanzato o metastatico.

Somministrazione di Selpercatinib

Selpercatinib si assume per bocca sotto forma di pastiglie.
La dose raccomandata è di 160 mg di selpercatinib due volte al giorno.

Il trattamento deve continuare fino a quando si osserva un beneficio clinico o fino a quando si verifica una tossicità inaccettabile.

Modifiche di dose

Come tutti i medicinali anche selpercatinib può portare eventuali effetti collaterali che potrebbero necessitare la sospensione del farmaco o a riduzione della dose. In particolare se tali effetti collaterali sono lievi o moderati solitamente non è necessaria alcuna variazione, a meno che non risultino intollerabili, mentre quelli importanti richiedono la sospensione fino a miglioramento significativo della sintomatologia, a quel punto selpercatinib potrà essere ripreso ma alla dose ridotta.

Poiché la maggior parte degli eventi potrebbe verificarsi nella fase iniziale del trattamento, l’oncologo deve valutare il paziente attentamente nel corso delle prime otto settimane di trattamento, per stabilire se sono necessarie modifiche della dose.

In ogni caso qualsiasi disturbo va comunicato all’oncologo per una migliore gestione della malattia e della cura.

Effetti collaterali di Selpercatinib

Gli effetti collaterali più frequenti sono:

  • Alterazione degli enzimi del fegato (AST e ALT) Si evidenzia agli esami del sangue e regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Basso numero di piastrine nel sangue che aiutano la coagulazione del sangue. Si evidenzia agli esami del sangue e regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Cefalea. Regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Dimagrimento (calo ponderale). Nel caso in cui dovesse inficiare la corretta e adeguata alimentazione e il mantenimento del peso, il nutrizionista o l’infermiere/a specializzato sapranno dare i consigli del caso;
  • Ipertensione. Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose;
  • Diarrea. Dovuta all’alterazione della mucosa intestinale, solitamente si gestisce bene con i farmaci, la reidratazione, modifiche dietetiche e i fermenti lattici;
  • Stitichezza (stipsi). Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci sintomatici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose;
  • Stanchezza (astenia). Regredisce alla sospensione del trattamento o beneficia di una riduzione di dose;
  • Rash È necessario segnalare sempre all’oncologo l’insorgenza di questi effetti collaterali perché esistono farmaci molto efficaci e che vi aiutano a controllare i sintomi;
  • Secchezza della bocca L’oncologo fornisce indicazioni su come gestire al meglio la situazione.
  • Deficit dei Sali minerali nel sangue. In particolare, magnesio (ipomagnesiemia) che andranno reintegrati in caso di necessità mediante terapia per bocca o flebo endovena a giudizio dell’oncologo;
  • Alterazione della ripolarizzazione del tratto QT dell’elettrocardiogramma
  • Nausea/Vomito. È necessario segnalare sempre all’oncologo l’insorgenza di questi effetti collaterali perché esistono farmaci antiemetici che sono molto efficaci e che vi aiutano a controllare i sintomi;
  • Dolore all’addome. Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose
  • Perdita di proteine con le urine (proteinuria) Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose.
  • Deficit nel funzionamento dei reni (Insufficienza renale) con aumento della creatinina agli esami del sangue. Regredisce alla sospensione del trattamento, tuttavia andrebbe prima controllata con farmaci specifici ed eventualmente, in caso di fallimento, beneficia di una riduzione di dose.
dr.ssa Aurora Mirabile Oncologo Tumore della Tiroide

Dr.ssa Aurora Mirabile
Specialista in Oncologia Medica, UO. di Otorinolaringoiatria
Responsabile per la diagnosi e cura dei Tumori del distretto Testa e Collo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.